Premio “La Fragolina d’oro” – Prima edizione 2016

premio la fragolina d'oroPREMESSA di GIORGIO DI GENOVA

Da quest’anno alle molteplici attività culturali, che fanno dell’Amministrazione Comunale di Nemi un esempio davvero esemplare, si aggiunge la prima edizione del Premio “La Fragolina d’oro”, il cui svolgimento è concomitante con la tradizionale Sagra delle Fragole.

Il Premio s’è inaugurato domenica 29 maggio, giorno successivo alla VII edizione del prestigioso Premio Nazionale di Poesia Diana Nemorensis. I dipinti e le sculture dei 64 artisti espositori sono stati distribuiti in due adiacenti spazi di Palazzo Ruspoli: la Scuderia, totalmente riservata alla pittura, e la Sala delle Armi, dove assieme ai restanti dipinti sono state sistemate le sculture.

Ne è sortito un paradigmatico spaccato della produzione artistica in atto, sotto vari aspetti significativo, ancorché parziale (ma quale mostra, anche la più vasta, non lo è?). Ebbene pur nella sua parzialità il Premio propone diverse opere notevoli, per cui il lavoro della giuria di premiazione è stato alquanto laborioso per individuare le opere a cui assegnare le 2 fragoline d’oro, una per la scultura e per la pittura, e le 4 targhe speciali suddivise tra la scultura e la pittura. Ovviamente, come il verbale della riunione attesta, le opere degne di premio erano molte più dei 6 riconoscimenti in programma, tanto è vero che alla fine si è dovuto assegnare una targa in più alla pittura. Ciò non significa che le opere che non hanno ricevuto un premio non lo meritassero. Ed è proprio ciò che ha portato a diverse votazioni per individuare quelle che raccogliessero il maggior numero di consensi da parte dei componenti la giuria, i quali singolarmente di ogni opera hanno tenuto conto della qualità esecutiva, della originalità del linguaggio, nonché della sua attualità ed in alcuni casi della particolarità dei materiali utilizzati.

E’ così che, dopo analisi e discussioni argomentate, come documentato dal verbale, si è giunti ad assegnare le Fragoline d’oro alla scultura di Sabrina Trasatti, per l’allusione alla drammatica situazione dei muri contro i migranti con il fil di ferro spinato, utilizzato per la sua figura umana, e dalla perdita dell’identità individuale e sociale con lo specchio frantumato, ed al dipinto di Mario La Carruba per la limpida esecuzione della sua luminosa veduta in cui l’artista coniuga felicemente geometria e natura.

Le targhe sono state assegnate a Enrico Saggese, autore della bianca scultura Chasma Dianae. “Abisso di Diana” (2016), in cui un ramo spunta da un bacino somatico, alla “architettonica” e cromaticamente vivace ceramica Guardia imperiale (2015) di Lauro Papale, a Gabriella Di Trani, che nella tecnica mista del quadro Marilyn (2013) ha riportato in scena la celeberrima immagine di quando la moglie è in vacanza, in cui la gonna della diva viene sollevata dal vento della subway, incorniciandola in linea col suo spirito pop con lampade rosse, a Falso piano (2016), nel quale Danilo Buniva crea una sfalsata planarità con quattro elementi orchestrati dalle ritmiche di cromatiche bande parallele, ed a Barbara Giacopello per Sintesi di segni e colori (2016), altra opera quadripartita e con enantiomorfi segni cromatici disposti in modo da creare un suggestivo pittorico “fiore” astratto.

Per quanto mi riguarda, debbo confessare che sono rimasto alquanto soddisfatto del livello complessivo dei lavori inviati, i quali nell’insieme hanno contribuito a restituire il paradigmatico spaccato della produzione in atto, di cui dicevo in precedenza.

Giorgio Di Genova

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